28/11/2011
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12/08/2010
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DESCRIZIONE IMPIANTO Ceretta e Nole

Il depuratore consortile è del tipo biologico a fanghi attivi areobi e stabilizzazione fanghi in fase anaerobica con produzione di biogas.

Il ciclo depurativo, in base al progetto, si divide nelle seguenti linee:

1. linea acqua
2. linea fango
3. linea gas
4. linea aria.


LINEA ACQUA

Il liquame in arrivo dal collettore principale subisce una grigliatura fine (luce 2 cm) a pulizia automatica (con sistema a livello per il comando del processo di pulizia), per impedire il danneggiamento delle pompe di sollevamento, da qui, il liquame confluisce nel comparto dissabbiatura, per mezzo di 4 pompe che si inseriscono tramite interruttori di livello, dopo il passaggio nella grigliatura fine (spaziatura circa 20 mm) automatica; dove avviene la separazione delle sostanze in sospensione: (stracci, assorbenti, legno, ecc.).

Nel caso in cui la prima griglia dovesse intasarsi, il sistema prevede l’apertura di un by-pass che fa affluire i liquami direttamente nella vasca di sollevamento.

Il comparto di dissabbiatura, in caso di interventi di manutenzione straordinaria, può essere by-passato grazie ad un pozzetto di sollevamento che invia i reflui direttamente ai sedimentatori primari, previa grigliatura grossolana manuale.

Nelle vasche di dissabbiatura il liquame viene a contatto con dell’aria, fornita da compressori, che ha lo scopo di disimulsionare gli oli e i grassi contenuti nel liquame, di non far precipitare le sostanze fini in sospensione e preossidare le sostanze riducenti.
La sabbia più pesante invece precipita e viene estratta in continuo, da due pompe poste sul fondo di un carro ponte va e vieni.
La separazione delle sabbie dal liquame avviene in un ciclone dove l’acqua ritorna in testa all’impianto.

Il liquame in uscita dal dissabbiatore viene immesso in un partitore, dove per mezzo di due paratoie confluisce nei due sedimentatori primari.

Il refluo privo delle sostanze in sospensione arriva alle due vasche di ossidazione, dove, a contatto con i fanghi attivi aerobi, tenuti in agitazione dall’aria fornita dai compressori, avviene la vera e propria depurazione.
Recentemente, per razionalizzare la gestione del comparto, si è installato un sistema di controllo in continuo della concentrazione di ossigeno disciolto in vasca che, a fronte di un dato di set point fissato dalla gestione tecnica dell’impianto, regola in automatico la portata di aria insufflata nei liquami. L’adozione di un tale sistema, se da un lato permette notevoli economie realizzate nella gestione del parco compressori il cui funzionamento è proporzionale alle effettive condizioni operative del comparto, dall’altro garantisce condizioni operative del processo sempre ottimizzate relativamente alle condizioni di carico in ingresso al comparto ossidativo.

Il liquame così depurato e misto al fango attivo confluisce nei due sedimentatori finali, dove avviene la separazione acqua - fango. Quest’ultimo viene trattato conformemente a quanto esposto nel punto 2, lettera b.
Il refluo ormai chiarificato si immette nel collettore di scarico, la cui portata, inviata al corpo ricettore, viene misurata in continuo da un rilevatore elettronico.

LINEA FANGHI

a) fanghi primari sono quelli che si separano nei due sedimentatori primari muniti di carroponte girevole, che ha lo scopo di portare i fanghi verso il centro, da qui, per mezzo di due saracinesche temporizzate il fango confluisce nel pozzetto fanghi misti.

b) fanghi attivi aerobi sono il fulcro della depurazione, presenti nelle due vasche di ossidazione, si separano nei sedimentatori finali muniti di carroponte girevole, dove sono montati i tubi che aspirano in continuo i fanghi sedimentati, che confluiscono in continuo nel pozzetto fanghi di ricircolo e qui mediante pompe tornano in testa alle vasche di ossidazione (con una portata massima pari a circa 600 m3/h).
La percentuale dei fanghi nelle vasche viene mantenuta costante (30 - 50% max) inserendo le pompe di supero.

c) fanghi misti (primari più supero), vengono conferiti per mezzo di pompe dal pozzetto fanghi all’ispessitore, dove perdono una parte di acqua (che ritorna in testa all’impianto), da qui tramite pompa (munita di misuratore di portata) vengono inviati giornalmente al digestore (circa 50-60 mc/giorno), dove inizia la fase anaerobica.
In mancanza di aria e favorita dalla temperatura (circa 30 - 35°c) ottenuta anche con il riscaldamento della massa, si forma una nuova flora batterica (metano cocco, metano sarcina), che trasformano una buona parte della sostanza organica presente nel fango in metano, anidride carbonica, acqua, azoto, idrogeno solforato ed altri gas, che sono i costituenti principali del biogas.

Il tempo medio di permanenza del fango nel digestore (volume 1600 mc.) è di circa 25 giorni.

Qui, persa la parte putrescente confluisce per troppo pieno nel pozzetto fanghi del gasometro da dove viene trasferito, sempre tramite pompa, al comparto di disidratazione.

La disidratazione del fango viene effettuata per mezzo di una filtro nastro, previa aggiunta di un polielettrolita (che ha il compito di addensare i fiocchi del fango), la percentuale di acqua scende dal 95% al 75-80% rendendo così palabile il fango, che viene stoccato in cassoni scarrabili e quindi conferito in discariche controllate. Tutte le acque di processo necessarie alla pulizia dei teli della filtro nastri, allo stramazzo dell’ispessitore, al troppo pieno digestore, pozzetto fanghi gasometro, ritornano nella vasca di sollevamento.

 

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